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Cartier: L’eleganza senza tempo tra Gioielleria e Orologeria

Da oltre un secolo, Cartier ha affascinato il mondo con la sua estetica raffinata e l’abilità unica di coniugare l’arte della gioielleria con l’eccellenza dell’orologeria.
Febbraio 19, 2025 – Matteo Serpellini

Cartier è una delle case di gioielleria più prestigiose del mondo con una lunga storia che abbraccia sia il mondo dei gioielli che quello degli orologi. Il continuo scambio di creatività e savoir faire artigiano nei due campi ha portato la Maison a creare veri e propri capolavori senza tempo e a raggiungere l’olimpo in entrambi i settori. Per Cartier, tutto ha inizio dal design: purezza delle linee, precisione delle forme, attenzione ai dettagli e utilizzo di materiali preziosi.

In 175 anni di storia gli atelier di Cartier hanno affascinato il mondo intero dettando e reinventando mode e stili.

Storia

Tutto inizia nel 1847 quando Louis-François Cartier rileva a Parigi il laboratorio artigianale di gioielleria del suo maestro Adolphe Picard. Le sue creazioni hanno subito successo, ma la definitiva esplosione avviene nove anni più tardi quando la principessa Matilde, nipote di Napoleone, compie i suoi primi acquisti da Cartier. L’anno dopo è l’imperatrice Eugenia a diventare cliente della boutique, facendo della Maison un punto di riferimento per re, regine e imperatori. Una caratteristica che accompagnerà Cartier per tutta la sua storia.

La sua notorietà si allargò velocemente in tutto il mondo tanto che il re inglese, Edoardo VII, definì Cartier il “gioielliere dei re” e il “re dei gioiellieri” fino a designarlo, nel 1904, fornitore ufficiale della corona. Nel tempo anche le famiglie reali di Grecia, Italia, Spagna e Portogallo scelsero la maison parigina come loro fornitore ufficiale.

Non solo gioielli però perché sin da subito Cartier realizzò anche orologi, dimostrando la stessa creatività e capacità. Orologi gioiello per le donne, orologi da tasca per gli uomini e incredibili creazioni da tavolo, come il Modello A del 1913, il primo movimento misterioso della maison in cui le lancette sembrano fluttuare nel vuoto.

Lo stile e la creatività di Cartier decretarono anche il successo degli orologi da polso maschili a partire dall’ormai iconico Tank, uno dei primi della storia ad essere messo in commercio nel 1911.

La partnership con Edmond Jaeger della Jaeger-LeCoultre come fornitore esclusivo dei movimenti per Cartier ha permesso di avere subito meccanismi di eccellenza per i propri segnatempo.

Oggi invece Cartier sviluppa e crea tutti i suoi movimenti in casa, realizzando complicazioni uniche e sorprendenti grazie alla sua manifattura svizzera. Magnifiche realizzazioni di alta orologeria affiancate a versioni di alta gioielleria. Essere contemporaneamente tra gioiellieri e gli orologiai più prestigiosi al mondo crea indubbi vantaggi, soprattutto quando il know how delle due discipline viene fuso insieme.

Per generazioni la proprietà è stata in mano alla famiglia Cartier oggi invece il marchio fa parte del gruppo Richemont, il gigante del lusso, insieme ad altre griffe prestigiose.

Logo

Il logo di Cartier rappresenta alla perfezione l’anima della maison: è elegante, preciso e soprattutto ben riconoscibile. Questo nonostante sia solo un logotipo con il nome dell’azienda.  A fare la differenza, infatti, è il carattere tipografico scelto, un elegante corsivo con grazie che richiama alla tradizione di un marchio con oltre 175 anni di vita. La semplicità, in questo caso, si dimostra vincente, esaltata dai colori scelti: il bianco della scritta e il nero dello sfondo, simboli di precisione, purezza e nobiltà.

Anche il monogramma utilizzato indistintamente al posto del nome non è da meno. Un ovale allungato che racchiude due C con grazie originali elegantemente intrecciate.

La riconoscibilità del logo d’altronde è ormai una certezza. Registrato nel 1910, è diventato sinonimo di lusso ed esclusività.

Nel tempo anche un altro simbolo è diventato parte del dna della maison, la pantera.

La scelta del felino è stata particolare. Louis Cartier nel 1914 chiese al pittore francese George Barbier di realizzare un quadro da utilizzare come invito per una mostra di gioielli della maison. Nel dipinto in stile liberty, chiamato “La dame à la panthère”, appare una donna con una pantera ai suoi piedi.

Un’immagine che ha conquistato il pubblico ma soprattutto Cartier che da quel momento in poi ha deciso di utilizzare la pantera come simbolo della sua Maison.

I codici estetici di Cartier

Cartier non solo ha realizzato il primo orologio da polso maschile ma ha anche rivoluzionato la tecnica di creazione dei movimenti scheletrati. Da sempre, infatti, per la casa della pantera la tecnica deve essere al servizio dell’estetica.

Non più artigiani specializzati che limano e riducono all’osso i meccanismi dell’orologio, ma una creazione mirata sin dalla sua progettazione per ottenere non solo estetica, ma anche resistenza strutturale. I meccanismi del Santos 100 scheletrato per esempio sono montati su una platina davvero particolare a forma di numeri romani. Un approccio alla scheletratura completamente innovativo che ha influenzato anche tutte le altre manifatture.

A rendere facilmente riconoscibili i Cartier però sono soprattutto quei codici estetici che si ripetono spesso nella sua produzione orologiera e che segnano il legame con la tradizione secolare del marchio:

  • I grandi numeri romani che s’irradiano dal centro.
  • Lo zaffiro blu con taglio cabochon incastonato sulla corona.
  • La minuteria a binario ferroviario (chemin de fer).
  • Le lancette a forma di spada, azzurrate tramite un processo di brunitura.
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