Seiko vs Rolex, la sfida al Polo

Tra le tante storie di orologi che vi racconto non poteva di certo mancare il sorprendente incrocio di destini al polo nord tra un Seiko 6105 e un Rolex Explorer 2 ref 1655. Due orologi che sono diventati delle icone dell’orologeria, tanto da meritarsi anche un soprannome, freccione, per evidenti motivi estetici, il coronato e Capitan Willard, dal film Apocalypse Now, il Seiko.
Il modello nipponico però è chiamato così alle nostre longitudini, perché in Giappone il suo soprannome è un altro: Naomi Uemura, dal nome dell’incredibile esploratore e alpinista che negli anni 70 era una vera e propria star, un po’ come Messner, Bonatti o Lacedelli o Compagnoni.
Ed è proprio lui il protagonista di questa storia.

Naomi Uemura: L’Eroe Giapponese
Uemura è sicuramente uno degli alpinisti ed esploratori più importanti della storia, capace di imprese strabilianti. E’ stato lui il primo a scalare tutte le cime più alte dei cinque continenti maggiori (tolti Oceania e Antartide) dal 66 al 70. Il Monte Bianco in Europa, il Kilimanjaro in Africa, l’Aconcagua nell’America del Sud, il Denali nell’America del Nord e l’Everest in Asia con i primi 4 addirittura in solitaria.
A passare alla storia sono state anche le sue spedizioni artiche.
Tra il 74 e il 76 i 12 mila chilometri tra Alaska e Groenlandia passando per il Grande Nord canadese con i suoi cani da slitta e l’attraversamento di tutta la Groenlandia, oltre 3 mila km, nel 78.


Queste imprese lo avevano fatto diventare un personaggio davvero noto tanto da attirare l’attenzione mediatica. Nel 1976 ricevette l’Explorer Award e la Rolex Japan gli regalò un Explorer II.
Questa cosa non sorprende, la politica della casa coronata è sempre stata quella di riuscire ad affiancare le grandi imprese per farsi pubblicità, indipendentemente dalla riuscita di queste imprese. Mercedes Gaitze che a nuoto cerca di attraversare la Manica… non ci riesce, ma nella reclame Rolex fu un grande successo. O sir Edmund Hillary che raggiunge la cima dell’Everest, con uno Smith al polso e lasciando il Rolex in dotazione al campo base, ma nella pubblicità Rolex dell’epoca si fa credere il contrario senza in effetti nominare mai la cima…



La Sfida al Polo Nord
Nel 1978 arriva dunque il momento della grande impresa. Essere il primo a raggiungere il Polo Nord in solitaria senza l’ausilio mezzi motorizzati. E la nostra storia inizia proprio qui.
Lasciate perdere le pubblicità Rolex dell’epoca che fanno credere che Uemura indossasse un GMT Master, cosa probabilmente mai successa, non essendoci nessuna immagine dell’esploratore con quell’orologio pubblicizzato… Uemura che da sempre usava orologi Seiko durante le sue imprese, cosa abbastanza ovvia essendo giapponese, parte per il Polo Nord con il Rolex Explorer 2 al polso. Strada facendo però se ne pentirà, perché il connubio non funziona.
Il bracciale in metallo diventa troppo freddo alle temperature artiche e non può essere indossato al polso perché lo congelerebbe. Un cinturino in pelle improvvisato non regge al freddo e alle sollecitazioni del viaggio in slitta e si rompe.
Il Rolex viene allora legato alla cintura dove però non riceve più il calore corporeo e si congela. Troppo freddo nella strada verso il polo per ingranaggi e lubrificante, l’orologio non funziona più.

Il cambio di orologio
Durante una sosta per i rifornimenti, Uemura incontra il signor Sugawara del settimanale Bunshun che segue il suo viaggio.. Sugawara offre a Uemura di scambiare il suo Rolex che ha smesso di funzionare con il suo Seiko 6105 che invece continua ad andare.
Ecco che il giornalista se ne va con il Rolex e più tardi racconterà che, una volta tornato alle temperature normali anche l’orologio è tornato a funzionare senza problemi.
Naomi Uemura invece continua il suo viaggio verso il polo Nord, questa volta con al polso il Seiko di Sugawara. Il cinturino in caucciù su cui è montato risulta decisamente più adeguato alle temperature polari riducendo il rischio si congelamento. Tutto bene? Quasi. In una giornata molto fredda anche il Seiko si fermerà momentaneamente per poi però riprendere a funzionare.
Il 1 maggio 1978 Uemura raggiunge il polo nord dove ad attenderlo c’è il fotografo Ira Block che scatta queste foto e documenta l’impresa.


E il Rolex Explorer?
Tornati in Giappone, Sugawara si offrì di restituire il Rolex a Uemura, ma l’esploratore decise di regalarglielo definitivamente.
Il Seiko 6105 rimase al polso di Naomi Uemura per molti anni e proprio per questo ora questo modello viene chiamato con il suo nome.
Da noi è il Capitan Willar, il ruolo di Martin Sheen in Apocalypse Now di Coppola, l’orologio giapponese infatti era al polso di molti militari statunitensi durante la guerra nel Vietnam.
In Giappone, invece, è il Naomi Uemura, per le imprese dell’esploratore che lo aveva adottato.




Le nuove versioni celebrative
Scomparso nel 1984 a soli 43 anni durante una scalata sul monte Denali, la Seiko continua a celebrare le sue imprese con modelli speciali.
Non solo con il moderno capitain Willard, ops… Naomi Uemura, come la fedele riedizione SLA033 o con la più accessibile SPB151, ma anche con un paio di modelli dedicati proprio all’esploratore.
Nel 2021 per gli 80 anni dalla sua nascita una versione in blu molto bella in edizione limitata a 1200 pezzi, ma è soprattutto la versione del 2023 dedicata alla scalata delle 5 vette a sorprendere. Il monte Bianco è stata la prima vetta scalata e sul quadrante di questa edizione limitata a 500 pezzi c’è proprio la veduta del monte Bianco dal versante scalato da Uemura, il quadrante ovviamente non poteva che essere bianco.
L’esperienza tra l’altro insegna e il tema del congelamento sarà trattato con attenzione dalla Seiko che durante lo sviluppo di vari modelli di Landmaster per altri esploratori utilizzerà rivestimenti speciali e titanio per evitare il rischio di congelamento quando l’orologio viene indossato direttamente sulla pelle in condizioni estreme.


