Curiosità e Leggende di Patek Philippe: Un Viaggio tra Storia e Innovazione

Quando si parla di una maison orologiera con così tanta storia alle spalle si scoprono sempre tante curiosità molto interessanti. Andiamo allora a scoprire le più interessanti.
Patek Philippe è considerato uno dei più grandi marchi dell’orologeria svizzera, sicuramente uno dei simboli di Ginevra, eppure è stata fondata da un Polacco (Patek) insieme a un ceco (Czapek), subito sostituito da un francese (Philippe).
Quarzo
Patek Philippe, famosa per produrre e realizzare movimenti meccanici e grandi complicazioni, ha in listino anche segnatempo al quarzo. L’azienda d’altronde ha fatto parte del consorzio elvetico che nel ’69 sviluppò il primo movimento al quarzo svizzero, il famoso Beta 21.

La scrivania di JFK
Uno dei Patek Philippe più simbolici non è un modello da polso, ma incredibilmente un orologio da tavolo realizzato per il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerld Kennedy. Siamo nel Giugno del ’63 in piena guerra fredda quando il presidente statunitense si reca a Berlino Ovest (allora divisa in due con la parte Est sotto il controllo sovietico)e tiene uno dei sui discorsi più famosi, passato alla storia perla celebre per la frase “Come uomo libero, sono orgoglioso delle parole: Ich bin ein Berliner!” (Io sono un berlinese).
Il rivenditore e designer tedesco Heinz Wipperfeld realizza per l’occasione un orologio speciale da regalare al presidente, omaggio della popolazione di Berlino Ovest che viene consegnato a Kennedy dal sindaco Willy Brandt.
L’orologio è un particolare modello da tavolo, ispirato nelle forme a uno strumento nautico in onore del servizio navale di Kennedy durante seconda guerra mondiale. Ma la caratteristica principale è un’altra. Il movimento al quarzo di questo Patek Philippe, infatti, alimenta tre diversi quadranti che mostrano l’ora di tre luoghi simbolici, Washington DC, la capitale democratica degli Stati Uniti, Mosca, la capitale comunista dell’Unione Sovietica e Berlino, la città europea divisa in due tra democrazia e comunismo.
Un regalo perfetto per la stanza ovale del presidente visto anche che da poco era stata installata la famosa linea rossa. Il telefono diretto tra Usa e URSS e gli altri capi di governo dotati di armi nucleari per evitare fraintendimenti che potessero far partire una guerra atomica accidentale.

Il Cobra
Tra le grandi collaborazioni di Patek Philippe c’è sicuramente da segnalare quella con il designer di gioielli Gilbert Albert. A partire dal 1957 Gilbert ha dato vita alla collezione “Gli Asimmetrici”, una serie di pezzi entrati nella storia dell’orologeria, caratterizzati da un design avveniristico e minimalista.
Sorprendono il 3413 e il 3424 capaci di esprimere una grande eleganza attraverso casse uniche e asimmetriche che dimostrano la libertà creativa ed estetica di quel periodo.


Il capolavoro di Gilbert con Patek Philippe però è sicuramente la Ref. 3414 chiamato semplicemente Cobra. In realtà non fu mai messo in produzione rimanendo solamente un prototipo, ma tanto rivoluzionario da essere citato in pubblicità sui giornali e portato in giro per il mondo con il museo itinerante della Patek Philippe, prima di trovare il suo naturale domicilio nel museo della maison a Ginevra.
L’estetica è davvero unica, come del resto anche la meccanica realizzata da Luis Cottier. La rappresentazione dell’ora, infatti, è lineare e digitale, realizzata (siamo alla fine degli anni ’50) con un movimento meccanico mai visto prima.
Einstein
Nel 1915 Albert Einstein ordinò un orologio da tasca d’oro a Patek Philippe e proprio in quello stesso anno completò la sua Teoria della Relatività Generale. Le due cose probabilmente non sono collegate, ma chi può dirlo con certezza?! Tutto è relativo…

L’ultimo Imperatore
Nel 2023 è riapparso in un’asta di Phillips a Hong Kong un orologio che si pensava perduto, il Patek Philippe referenza 96 Quantieme Lune appartenuto ad Aisin-Gioro Pu Yi, l’ultimo imperatore della Cina. La vita di Pu Yi è stata magistralmente raccontata nel capolavoro di Bernardo Bertolucci, “L’ultimo imperatore” mentre del suo segnatempo si erano perse le tracce da molto tempo. A 56 anni dalla morte del suo celebre proprietario è dunque riapparso, battuto all’asta per 6,6 milioni di dollari.
Un Orologio per la Vita
Alla Patek Philippe prendono molto seriamente il concetto di durata dei loro segnatempo.
La maison, infatti, produce parti di ricambio per ogni singolo orologio che abbia mai realizzato, indipendentemente dall’età. Quindi, anche se avete un Patek Philippe di 100 anni, la casa sarà in grado di ripararlo e restaurarlo.
Uno degli slogan aziendali d’altronde recita così: “In realtà non possiedi mai un Patek Philippe. Ti limiti a prendertene cura per la generazione successiva”.
