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Curiosità e Leggende della Rolex: Storie di Innovazione e Lusso

Scopri gli aneddoti più affascinanti e le curiosità che hanno contribuito a rendere la Rolex un’icona mondiale, dai test straordinari alla creazione di modelli unici.
Gennaio 22, 2025 – Marco De Luca

La promozione dell’Oyster

Nel 1926 per dimostrare la resistenza della sua cassa Oyster alle infiltrazioni di acqua e polvere, il fondatore della Rolex, Hans Wilsdorf, realizzò una campagna pubblicitaria senza precedenti per l’epoca. Non solo carta stampata, ma anche vere e proprie dimostrazioni pratiche. Nei negozi infatti veniva esposto in vetrina un Oyster immerso in un acquario che continuava tranquillamente a ticchettare.

Ancora più innovativa la mossa del 1927. L’orologio della Rolex viene infatti messo al collo della giovane nuotatrice Mercedes Gleitze, nel suo tentativo di attraversare la Manica a nuoto. Il tentativo fallisce dopo svariate ore, ma non la dimostrazione di qualità e resistenza dell’Oyster che continua a funzionare perfettamente anche dopo la lunga immersione.  Per celebrare l’impresa la Rolex fa pubblicare un’inserzione a pagina intera sul quotidiano britannico Daily Mail annunciando il successo dell’orologio impermeabile e contestualmente creando il concetto di testimonial come lo conosciamo oggi.

La fossa delle Marianne

La Rolex ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l’acqua. Non solo Oyster o Submariner dunque ma una serie di orologi professionali nati proprio per le profondità marine e per chi ci deve lavorare. Il Sea-Dweller (abitante del mare) o il Deepsea (mare profondo) sono realizzati proprio per questi professionisti che lavorano sott’acqua a grandi profondità e, grazie a una particolare valvola per la fuoriuscita dell’elio, resistono a qualsiasi tipo di immersione, in acque libere, in sommergibile o in camera iperbarica.

Per ben due volte la Rolex tra l’altro ha portato un orologio nel punto più profondo della terra, l’abisso Challenger nella fossa delle Marianne.

La prima volta addirittura nel 1960 quando un Deepsea Special è stato fissato ad un braccio esterno del batiscafo Trieste raggiungendo gli oltre 11 km sotto il livello del mare della depressione. La seconda volta nel 2012 con il sommergibile Deepsea Challenger guidato in solitaria dal regista James Cameron. Anche in questo caso il Rolex sperimentale agganciato all’esterno del sommergibile ha resistito perfettamente all’incredibile pressione.

Nel 2022 tra l’altro è stata messa in commercio proprio l’evoluzione di questo prototipo, il Deepsea Challenge, capace di resistere a una profondità di 11.000 metri. Più che un modello da indossare, la dimostrazione delle incredibili capacità tecniche della casa coronata.

La fonderia in casa

La Rolex progetta e produce internamente la quasi totalità dei suoi componenti (solamente vetro, lancette e guarnizioni provengono da fornitori esterni) ma quello che rende unico il marchio è che all’interno della manifattura hanno addirittura una fonderia per i metalli preziosi. È qui che fondono le loro leghe d’oro, che sia oro giallo, oro bianco o l’esclusivo Everose, una lega d’oro rosa sviluppata e brevettata dalla Rolex. Una maniera per avere il pieno controllo della qualità dei propri orologi.

La Rolex e il quarzo

Anche la Rolex durante la sua storia ha prodotto orologi al quarzo, modelli che per la loro rarità sono diventati sempre più oggetti di collezionismo. A cavallo degli anni 70 la rivoluzione del quarzo partita dal Giappone stava mettendo in ginocchio tutte le manifatture tradizionali svizzere che risposero unendosi in un consorzio, il Centre Electronique Horologer, per creare un movimento al quarzo svizzero. Il risultato fu il famoso Beta 21 completato nel 1969.  Anche la Rolex faceva parte delle 21 case del consorzio e nel 1970 presentò il suo primo orologio al quarzo, la referenza 5100, noto con il soprannome di Texano, l’espressione del lusso unito alla nuova tecnologia. Realizzato in soli 1000 esemplari, esclusivamente in oro giallo o bianco, presentava, oltre al datario a finestrella anche il primo vetro zaffiro per un segnatempo coronato. 

Il lusso ovviamente ha un prezzo ed in questo caso il texano era l’orologio più costoso del listino Rolex.Una nuova tecnologia d’altronde, come spesso succede, appena uscita risulta molto costosa ed esclusiva e solo con il tempo diventa per tutti. Per gli orologi al quarzo è stato lo stesso, all’inizio modelli elitari e futuristici per poi trasformarsi in orologi low cost senza pretese.

Lo spirito perfezionista della Rolex però non era soddisfatto dal 5100. Il movimento Beta 21 d’altronde era stato sviluppato anche da altri marchi e non si adattava alla perfezione alla cassa Oyster.

La vera rivoluzione arriva così solo nel 1977. In quell’anno viene presentato il Rolex Datejust Oysterquartz mosso dal calibro 5035, un movimento al quarzo di manifattura.

Se sembra strano sentir parlare di un Rolex al quarzo, fa ancora più effetto l’estetica dell’Oysterquartz. I dettami stilistici sono quelli degli orologi anni ’70, con una cassa squadrata e muscolosa e il bracciale integrato che ne prosegue la linea. Tra le versioni disponibili tra l’altro oltre al Datejust c’era anche il Day-Date. La sua produzione è andata avanti fino al 2001 e una volta terminata ha iniziato ad attirare l’attenzione dei collezionisti.

Il Re Mida

Uno dei Rolex più sorprendenti è sicuramente il King Midas ref. 9360, un modello tanto esclusivo quanto di nicchia nella produzione della casa coronata.

Nesce infatti nel 1964 dalla matita di Gerald Genta, il più famoso designer di orologi (lo stesso che ha progettato icone dell’orologeria come il Royal Oak della Audemars Piguet o il Nautilus della Patek Philippe). L’obbiettivo era chiaro, creare un orologio gioiello davvero unico, un simbolo di opulenza e classe, lasciando da parte tutti gli stilemi classici della Rolex.

Ecco allora che nasce un orologio davvero particolare nella forma, prodotto originariamente in soli 1000 esemplari, ognuno ricavato da un lingotto d’oro massiccio. I riferimenti al mondo classico sono evidenti, sin dal suo nome, Re Mida, il sovrano della Frigia che grazie al dono di Dioniso trasformava in oro tutto quello che toccava. La cassa è asimmetrica e una volta appoggiata sul lato ricorda le forme di un tempio greco: frontone triangolare e bracciale che cita le grosse colonne elleniche.

Anche il quadrante minimalista è molto particolare. Di forma quadrata, presenta solamente le lancette di ore e minuti, il logo della Rolex e la scritta in greco MIDAS. Null’altro, niente complicazioni, niente minuteria e niente indici.

Il Re degli orologi coronati non poteva che finire al polso del Re indiscusso del Rock&Roll, Elvis Presley. Il suo King Midas è ora esposto a Graceland, la sua tenuta di Menphis, diventata ora una casa museo dedicata al cantante.

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