Il Rolex Milgauss: un orologio dal fascino poco “magnetico”?

E’ noto a molti per la sua distintiva sfera dei secondi a forma di saetta, ma la sua vera innovazione risiede nella resistenza ai campi magnetici fino a 1.000 Gauss. Il nome stesso deriva dall’unione di “mille” e “Gauss”, unità di misura dell’intensità di un campo magnetico. All’epoca questo orologio rappresentava un capolavoro tecnologico sviluppato per soddisfare le esigenze di scienziati e professionisti esposti a forti campi magnetici.
Un salto indietro alle origini
Erano i primi anni ’50 e con la nascita di centri di ricerca avanzati come il CERN, gli scienziati avevano bisogno di strumenti affidabili in ambienti magneticamente intensi. Già nel XVIII secolo, pionieri come Breguet e Dent tentarono di rendere gli orologi resistenti al magnetismo, ma con scarso successo. Fu con la “gabbia di Faraday” che si trovò la soluzione definitiva. Questo principio, scoperto nel 1836 da Michael Faraday, prevede una cassa interna in ferro dolce che protegge il movimento dalle interferenze magnetiche.

Il primo orologio a implementare questa tecnologia fu il Tissot 6712-1 nel 1930, seguito dall’IWC Mark IX, sviluppato per i piloti da caccia durante la Seconda Guerra Mondiale. Rolex, ispirandosi a questi modelli, sviluppò il Milgauss per fornire agli scienziati un segnatempo preciso e affidabile, capace di mantenere le proprie prestazioni anche in ambienti altamente magnetizzati.

Le Prime Referenze del Milgauss

Milgauss 6543 (1954): Condividendo elementi del Submariner, come la cassa Oyster da 37mm e la ghiera girevole, si distingueva per il quadrante “honeycomb” tridimensionale e il movimento Perpetual 1065, protetto da una doppia cassa antimagnetica. Furono prodottisolo 150 esemplari, rendendolo oggi un pezzo raro da collezione.

Milgauss 6541 (1956): Introduce la celebre sfera dei secondi a forma di saetta, una ghiera bidirezionale con numerazione fino a 5 e un bracciale Flushift. Il calibro automatico 1080 migliorò la resistenza magnetica grazie a un doppio fondello a campana. Questo modello segna la vera affermazione del Milgauss come strumento essenziale per gli scienziati.

Milgauss 1019 (1960): Il design cambia radicalmente, avvicinandosi all’Oyster Perpetual. La ghiera girevole e la sfera a saetta vengono eliminate, sostituite da un quadrante più sobrio con indici a bastone e due varianti di colore (nero e argento). La versione argento, destinata ai laboratori di ricerca, eliminava la luminescenza per evitare interferenze radioattive.
Nonostante le modifiche tecniche e stilistiche, il Milgauss non ebbe un grande successo commerciale. La sua natura specifica lo rendeva un orologio di nicchia, apprezzato solo da una cerchia ristretta di professionisti e collezionisti. Insomma, la saetta nel quadrante non ha rubato i cuori di molti.
Il Ritiro e il Ritorno del Milgauss

A causa delle scarse vendite, Rolex decise di ritirare il Milgauss dal mercato nel 1988. Tuttavia, con il progresso della tecnologia e la crescente attenzione verso strumenti ad alta precisione, l’interesse per il Milgauss iniziò a rinascere. Così, nel 2007, Rolex riportò in vita il modello con le referenze 116400 e 116400GV. Queste nuove versioni furono dotate del calibro 3131 con spirale PARACHROM, garantendo una maggiore resistenza ai campi magnetici.

Un’innovazione importante introdotta in questa fase fu il vetro zaffiro verde brevettato della referenza 116400GV, che conferiva al Milgauss un aspetto distintivo e riconoscibile. Questo particolare tipo di cristallo, oltre a migliorare l’estetica, rappresentava un ulteriore passo avanti nella ricerca e nell’innovazione.

Nel 2014, Rolex lancia il Milgauss Z-Blue, una variante con quadrante blu elettrico rivestito di zirconio, che aggiunge un tocco moderno e futuristico al design.
La Fine di un’Icona?

Nonostante i miglioramenti tecnici ed estetici, il Milgauss ha continuato a essere un modello di nicchia, e nel 2022 Rolex ha deciso di ritirarlo nuovamente dal mercato. Tuttavia, questa scelta potrebbe trasformarlo in un pezzo da collezione ancora più ambito. Con la sua produzione limitatae la sua unicità tecnica, il valore del Milgauss potrebbe aumentare nel tempo, attirando l’attenzione degli investitori e degli appassionati di orologeria.
Molti si chiedono se Rolex riproporrà in futuro una nuova versione del Milgauss, magari con innovazioni ancora più avanzate e un barlume di speranza si accende ogni anno in prossimità del grande evento internazionale di orologeria Watches & Wonders. Intanto, il modello resta una testimonianza dell’eccellenza ingegneristica della maison ginevrina, capace di coniugare precisione, innovazione e resistenza.
Il Milgauss è più di un semplice orologio: è il simbolo di un’epoca di scoperte scientifiche e tecnologiche, un’icona che ha saputo adattarsi ai cambiamenti del tempo pur mantenendo la propria identità. Chi ha la fortuna di possederne uno sa di avere al polso un pezzo di storia dell’orologeria.
