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Personalizzare o Tradire? La Nuova Frontiera degli Orologi di Lusso

Tra passione, audacia e polemiche, il fenomeno delle customizzazioni porta a riflettere sulla purezza e l’integrità dell’orologeria tradizionale.
Febbraio 19, 2025 – Alessandro Toc

Passione, audacia o blasfemia?

Gli orologi di lusso sono da sempre espressione di esclusività, prestigio e savoir-faire artigianale. Modelli iconici come il Rolex Submariner, Daytona, l’Audemars Piguet Royal Oak o il Patek Philippe Nautilus non sono semplici strumenti per misurare il tempo, ma autentiche opere d’ingegneria miniaturizzata, incarnazione della tradizione orologiera. Eppure, nonostante il fascino intramontabile di queste icone, negli ultimi anni si è fatto strada un fenomeno tanto audace quanto controverso: la personalizzazione degli orologi di lusso.

Nomi come Pro Hunter, Black Venom e Artisans de Genève hanno portato l’arte della customizzazione a livelli sorprendenti, attirando un pubblico alla ricerca di pezzi unici, ma anche suscitando non poche polemiche tra puristi e collezionisti. Perché stravolgere orologi già perfetti? Perché “osare” modificare creazioni nate dalla mente di maestri orologiai? E soprattutto: queste personalizzazioni sono un gesto di passione o una forma di eccentricità inutile?

La personalizzazione degli orologi non è una novità assoluta, ma è solo negli ultimi anni che è diventata una tendenza globale. In passato, erano soprattutto le case produttrici stesse a proporre edizioni limitate e varianti speciali. Pensiamo ad esempio ai quadranti dedicati al mercato degli Emirati Arabi, all’Oman, o anche al famoso “polipetto”, il Sea-Dweller commissionato dal Nucleo Sommazzatori della Polizia di Stato italiana e personalizzato direttamente da Rolex.

Oggi, invece, sono per lo più le aziende indipendenti a trasformare modelli celebri in creazioni inedite, giocando con materiali, colori e finiture.

Pro Hunter, ad esempio, si è distinta per la sua reinterpretazione dei Rolex in chiave militare, applicando rivestimenti in DLC (Diamond-Like Carbon) nero opaco, che conferiscono all’orologio un aspetto aggressivo e contemporaneo. Black Venom segue una filosofia simile, ma con un approccio ancora più audace, proponendo tonalità inedite e dettagli dal carattere quasi “stealth”, ideati per essere poco visibili al polso di militari o operatori durante operazioni tattiche (sempre che operino con i Rolex al polso…).

Artisans de Genève, invece, si muove su un piano del tutto differente: non si limita a modificare l’estetica, ma interviene anche sulla meccanica, personalizzando ponti, rotori e complicazioni su richiesta del cliente. Non a caso, si definiscono “atelier di personalizzazione” e non semplice azienda di customizzazione. I loro lavori su Daytona vintage-inspired o su complicazioni skeletonizzate sono diventati leggendari tra gli appassionati.

Tra i loro modelli più celebri c’è sicuramente Submariner “Andrea Pirlo”, lavorato per l’ex calciatore questo Submariner si caratterizza per la scheletratura del movimento, i dettagli in oro rosa e un’estetica minimalista ma sofisticata, come la ghiera in carbonio; oppure il Submariner “John McEnroe”: ispirato al mondo del tennis e del celebre atleta, presenta una inedita e unica configurazione mancina proprio come lo è McEnroe, oltre a dettagli in total acciaio.

Queste modifiche, spesso realizzate su commissione, permettono di ottenere pezzi indubbiamente unici. Ma c’è un rovescio della medaglia: una volta modificato, l’orologio perde ufficialmente la sua “purezza” agli occhi della casa madre ma anche degli appassionati che, da sempre, si dividono in favorevoli e contrari.

Le maison cosa dicono?

Rolex, Patek Philippe e Audemars Piguet probabilmente non vedono di buon occhio queste personalizzazioni che sono delle vere e proprie modifiche radicali e non reversibili. E non si tratta solo di una questione di principio: quando un orologio viene modificato da terzi, perde la garanzia ufficiale e, per le case, diventa un prodotto non riconosciuto.

Rolex, in particolare, è nota per la sua rigidità su questo fronte: un Submariner rivestito in DLC difficilmente sarà accettato in assistenza ufficiale. D’altro canto, proprio questo atteggiamento ha contribuito ad aumentare il fascino dei pezzi customizzati: possedere un Pro Hunter o un Artisans de Genève è diventato una sorta di dichiarazione d’indipendenza rispetto alle logiche del collezionismo tradizionale.

E qui entriamo nel vivo della questione: perché personalizzare un orologio già costoso e prestigioso? Alcuni lo vedono come un gesto di espressione personale, un modo per distinguersi in un mare di polsi che sfoggiano lo stesso Daytona, Submariner o Royal Oak. Altri, invece, lo considerano un atto di pura eresia, un affronto all’integrità di design e manifattura.

Il rischio certamente è di perdere quel legame con la tradizione che, per molti appassionati, è parte integrante del fascino di questi segnatempo: d’altro canto, un orologio così personalizzato e stravolto grida unicità e identità, e per molti proprio questo aspetto potrebbe rappresentare il vero “status”.

Cosa dice il mercato?

Un altro aspetto da non sottovalutare è il valore di mercato. Gli orologi personalizzati seguono regole proprie: alcuni diventano pezzi da collezione e aumentano di valore, altri perdono irrimediabilmente appeal e prezzo. In linea generale, un Rolex customizzato ha maggiori probabilità di perdere valore rispetto a uno originale, soprattutto per il pubblico dei puristi.

Tuttavia, vi sono eccezioni. Gli Artisans de Genève creati per celebrità come Andrea Pirlo o John McEnroe sono diventati oggetti del desiderio, proprio per la loro unicità, la loro maestria artigianale e per il legame con personaggi famosi.

Alla fine, la scelta è personale. Ci sarà sempre chi preferirà la purezza di un Submariner standard e chi, invece, non resisterà alla tentazione di vederlo trasformato in un Pro Hunter dalle linee aggressive. L’importante è non dimenticare mai la storia e la cultura che ogni orologio porta con sé. Perché, sotto il DLC, i ponti scheletrati e i quadranti ridisegnati, batte sempre il cuore di una tradizione che merita rispetto.

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