Cosa aspettarsi da Tudor nel 2025

Watches&Wonders 2025 è alle porte e gli appassionati fremono per vedere quali novità presenteranno le varie maisons. In Pole, assieme a Rolex, c’è ovviamente Tudor che oramai da un decennio è sulla cresta dell’onda. Ma cosa si inventeranno per il 2025? Ecco qualche analisi con relative previsioni.
La storia di Tudor è quella di una maison nata con un obiettivo ben preciso: offrire la qualità, l’affidabilità e la robustezza di Rolex, ma a un prezzo più accessibile. Fondata nel 1926 da Hans Wilsdorf, il visionario imprenditore già fondatore della maison Rolex, Tudor si è immediatamente affermata come un brand capace di fornire orologi performanti e resistenti, adottati spesso da corpi militari e squadre speciali in tutto il mondo.
Fin dai suoi primi anni, Tudor ha saputo distinguersi utilizzando le iconiche casse Oyster, brevetto Rolex, garantendo una resistenza eccezionale all’acqua e alla polvere.




Negli anni ‘60 e ‘70, i suoi modelli Submariner, in cassa Rolex ma con all’interno affidabili movimenti ETA, vennero adottati anche dalla Marine Nationale francese (collaborazione che continua ancora oggi), contribuendo a consolidare una reputazione di robustezza e affidabilità che resiste ancora oggi.
Proprio questa collaborazione con la Marina francese ha dato vita a modelli leggendari, oggi ricercati dai collezionisti, come i famosi Tudor Submariner con cinturini elastici e numeri di assegnazione incisi sul fondello.

Proprio negli anni recenti, con il lancio della collezione Heritage che riportava in vita, in chiave moderna, i modelli iconici del passato, è ricominciato il grande successo di Tudor che si deve in gran parte al Black Bay, introdotto nel 2012, un diver che ha conquistato immediatamente sia gli appassionati vintage che il pubblico più giovane, grazie al design ispirato ai Submariner storici degli anni ’60 e ‘70.
Design che potremmo sperare di rivedere in maniera ancora più fedele al passato, magari proprio nel 2025.




Perché se da un lato è vero che la linea Black Bay, sia 41 che 58, ha rilanciato il brand ispirandosi al passato, dall’altro lato non si può negare che il vero fascino sia legato proprio ai Tudor Submariner in cassa Rolex: beh, noi li stiamo aspettando!
Immagino le code chilometriche davanti agli store per accaparrarsi un Tudor Submariner in chiave vintage, magari con lunetta e quadrante blu, come una volta.
Ma Tudor ha dimostrato anche di saper ancora fare veri orologi militari, e lo ha dimostrato principalmente con i modelli FXD nelle loro varie declinazioni, anche loro assegnati alla Marina e all’Aeronautica Navale francese.
Pezzi di storia che, in futuro, probabilmente ameremo come oggi amiamo i Tudor Submariner assegnati degli anni ’70.


E proprio in quest’ottica, una delle cose che mi piacerebbe vedere in futuro, magari proprio nel 2025, è un FXD con bracciale. Certo, è vero, il bracciale in titanio (come la cassa) snaturerebbe il concetto di orologio militare a cui si è ispirata Tudor, ma è anche vero che proprio l’FXD è stato sino ad oggi un terreno fertile per Tudor con cui sperimentare forme, complicazioni e materiali, tirando fuori dal cilindro gli orologi forse più belli del catalogo. Con un unico difetto: l’assenza del bracciale che, se ci fosse, sono sicuro convincerebbe tanti appassionati.

Ma torniamo agli anni ‘70, quando Tudor esplorò nuove strade, lanciando cronografi di grande successo commerciale e stilistico, come l’Oysterdate, rapidamente diventato famoso tra gli appassionati grazie all’iconico e bellissimo quadrante “Montecarlo”, caratterizzato da uno stile sicuramente audace: forse troppo audace per l’epoca?
Forse. Ciò che è certo è che oggi tutti amano il Montecarlo, con un unico limite, le dimensioni.
Il Montecarlo, infatti, è praticamente l’unico Tudor che non ha ancora visto alcun aggiornamento da quando il brand ha iniziato a reinventarsi.
È rimasto troppo grande e troppo spesso, a causa di una “vecchia” cassa da 42mm oramai superata.
Ecco, un nuovo Montecarlo è l’orologio che da sempre sogno e che considererei il Tudor definitivo se dovesse mai veder la luce. Lo immagino così: cassa da 40mm, spessore da 12mm, bracciale da 20mm che rastrema fino a 16mm e movimento di manifattura (a cui siamo già abituati).
Insomma, praticamente un Rolex Daytona, ma dieci volte più bello e iconico!
Le cose da dire e da raccontare su Tudor sono tante, forse troppe, e un articolo non basta di certo.


Potrei parlarvi di come nel 2015 la maison ha introdotto il suo primo movimento di manifattura, il calibro MT5621, montato sul modello North Flag.
O potrei raccontarvi della collaborazione strategica con Breitling stretta nel 2017, con lo scambio di movimenti tra le due maison. Tudor ha così potuto utilizzare il celebre calibro cronografico B01, adattato e rinominato MT5813, mentre Breitling ha adottato il calibro Tudor MT5612 per i suoi modelli Superocean.
Ciò che è certo è che oggi Tudor ha un catalogo vasto, completo e quasi tutti i suoi modelli sono belli ad un prezzo centrato.




Le novità potrebbero essere tante, passando da nuovi modelli del Ranger e del Pro, magari con quadranti “polar”, fino ad arrivare a rivisitazioni dei GMT attualmente a catalogo, o magari nuovi audaci colori per i Black Bay Chronograph
Quello che è certo è che Tudor ha saputo rialzarsi, rinnovarsi e oggi occupa stabilmente una posizione di prestigio nel mercato dell’orologeria. Watches&Wonders 2025 potrebbe essere l’occasione perfetta per consolidare ulteriormente questo successo, riaffermando il ruolo di Tudor come brand capace di coniugare storia e innovazione. Una cosa è certa: difficilmente deluderà.
