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⁠⁠⁠⁠Nuovo Omega Seamaster Diver 300m Gold Bronze

Non è bronzo ma non è neppure oro: è Gold Bronze
Marzo 4, 2025 – Alessandro Toc

Omega ha ampliato la sua collezione Seamaster con l’introduzione del Seamaster Diver 300M in Bronze Gold con una magnifica lunetta borgogna.

Proprio negli ultimi anni, il bronzo è diventato uno dei materiali più in voga nel mondo dell’orologeria, con numerose maison che hanno introdotto versioni in questa lega affascinante e dal carattere vintage. E la motivazione, forse, è da ricercarsi nella moda, da parte dei brand, di riproporre con sempre più insistenza il proprio passato, con modelli storici rivisitati in chiave moderna.

Ciò che rende il bronzo così attraente è la sua capacità di sviluppare una patina unica nel tempo, trasformando ogni orologio in un pezzo davvero personale e irripetibile. 

Il bronzo sa di mare, di salsedine, di velieri, sommozzatori e avventure.

Se Panerai (chi, se no!) già nel 1985 testava il bronzo su dei prototipi che non hanno mai visto la commercializzazione, lanciando il primo vero orologio in bronzo della maison nel 2011, Tudor, Oris e successivamente tanti altri marchi hanno poi abbracciato questa tendenza, proponendo modelli che esaltano il fascino nautico e avventuroso di questo materiale storicamente utilizzato nella costruzione di strumenti marini per la sua resistenza alla corrosione.

Se in passato l’orologeria di lusso puntava esclusivamente su materiali nobili come oro e platino, oggi il bronzo è diventato una scelta popolare tra gli appassionati, offrendo un’estetica calda e vissuta, ma con un tocco di modernità grazie alle nuove leghe sviluppate per minimizzarne l’ossidazione incontrollata.

E le maison del lusso?

Beh, la cassa da 42 mm di questo Seamaster Diver 300m, in effetti, non è “semplice” bronzo.

È realizzata in Bronze Gold, una lega esclusiva di Omega che combina bronzo e oro a 9 carati, arricchita con palladio e argento. Questa combinazione non solo conferisce all’orologio una tonalità calda e distintiva, tipica del bronzo, ma garantisce anche una resistenza superiore alla corrosione, preservando l’aspetto dell’orologio nel tempo. Anche perché, forse, proprio l’ossidazione che caratterizza gli orologi in bronzo, benché da molti amata, per molti altri rappresenta invece un difetto insormontabile e il motivo principale per cui si è portati a scegliere orologi in acciaio.

Il problema del Gold Bronze, tuttavia, non è estetico: è di costo.

Pur essendo una lega in bronzo e oro 9K, il prezzo rappresenta è adeguato a un orologio in oro 18K piuttosto che un orologio puro e tecnico come vorrebbe (e dovrebbe) essere questo Seamaster 300m Gold Bronze.

Il modello con cinturino in caucciù ha un listino di 15.600€; con bracciale in Gold Bronze a maglia milanese costa ben 31.200€.

Appare legittimo chiedersi perché acquistare dunque un orologio in oro 9K piuttosto che un fullgold 18K praticamente allo stesso prezzo.

Certo, di sicuro non si paga solo il materiale: si parla pur sempre di un modello esclusivo.

La lunetta unidirezionale in alluminio anodizzato borgogna, ad esempio, aggiunge un tocco di colore raffinato, creando un contrasto elegante con il nuovo quadrante nero opaco.

Così come all’interno del nostro Seamaster Diver 300M Bronze Gold batte il calibro Omega Master Co-Axial 8806, un movimento certificato Master Chronometer dall’Istituto Federale Svizzero di Metrologia (METAS). 

A differenza dei Seamaster Diver standard, è un calibro senza data che contribuisce a mantenere pulti e leggibile il bellissimo quadrante realizzato anch’esso in alluminio, e garantisce non solo una precisione eccezionale, ma anche una resistenza ai campi magnetici fino a 15.000 gauss, rendendo l’orologio affidabile in qualsiasi condizione ambientale, proprio come al polso di James Bond.

La scelta del Bronze Gold non è casuale. Omega ha sviluppato questa lega per offrire i vantaggi estetici del bronzo, come la sua tonalità calda e la capacità di sviluppare una patina unica nel tempo, senza gli svantaggi tradizionali come l’ossidazione eccessiva o il rischio di allergie cutanee. L’aggiunta di una percentuale significativa di oro, insieme a palladio e argento, assicura che l’orologio mantenga la sua bellezza e integrità strutturale nel corso degli anni.

Eppure è lecito chiedersi se tutte queste novità da parte di Omega rispecchino effettivamente l’esigenza di investire sempre più in ricerca e sviluppo, o se siano lo specchio di un mercato che nel 2025 arranca come non mai, nonostante l’interesse per gli orologi sia in continuo aumento.

D’altronde, i dati di Morgan Stanley per il 2024 sono chiari: Omega – all’interno del gruppo Swatch – è terza dopo Rolex e Cartier per fatturato, ma rappresenta solo il 7% del mercato degli orologi rispetto al 30% di Rolex.

Insomma, risultati da podio, ma forse un po’ troppo distanti da ciò che la grande e lunga storia di Omega rappresenta nel mondo dell’orologeria.

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