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⁠⁠TAG Heuer torna, e lo fa in grande stile

Nuovamente timekeeper in Formula 1 oggi TAG ha le sue buone ragioni per festeggiare
Marzo 3, 2025 – Alessandro Toc

Sono passati ben 22 anni da quel oramai lontano 2003, quando TAG Heuer lasciava la Formula 1 per cui aveva fatto da cronometrista ufficiale sin dal 1992.
Ricordo ancora il profumo di pasta al pomodoro la domenica mattina, quando con papà ci preparavamo ad attendere i semafori verdi (sì, all’epoca diventavano verdi anziché spegnersi come oggi) della partenza, e mamma cucinava per la famiglia dopo una settimana di lavoro, in una società forse non perfetta ma che nella sua semplicità accettava e apprezzava genitori a cui piaceva, almeno la domenica, semplicemente fare la mamma e il papà.
Ricordo gli sguardi di sfida tra Senna e Prost, un giovanissimo Schumacher con l’aria seria e l’umiltà di un campione.
Ricordo i tragici incidenti che hanno cambiato per sempre questo sport.
E ricordo TAG Heuer, lo scudetto verde e rosso che campeggiava ovunque sui tracciati di F1, lasciandomi immaginare un giorno una vita avventurosa con un orologio “di lusso” (come diceva mio padre) al polso.
Quella vita non è mai arrivata, ma hey, quantomeno ho la fortuna di poterlo raccontare a un pubblico come voi!

Ebbene per il 75° anniversario della F1, e dopo ben 22 anni, TAG Heuer finalmente torna come cronometrista ufficiale, e lo fa sfornando una serie di orologi che lungo tutto il 2024 l’hanno portata a festeggiare questa nuova collaborazione.

Ma la storia di TAG Heuer è lunga. Lunghissima.
Fondata nel 1860 da Edouard Heuer a Saint-Imier, Svizzera, la manifattura Heuer ha rapidamente guadagnato fama per la produzione di cronografi di precisione e strumenti di cronometraggio.


Nel 1882, Heuer ottenne il suo primo brevetto per un meccanismo cronografico, seguito nel 1887 dal brevetto per il “pignone oscillante”, una componente chiave ancora oggi utilizzata nei cronografi meccanici moderni.
Nel 1964, Heuer acquisì poi Leonidas, un’altra manifattura specializzata in cronometri e cronografi, ampliando così la propria offerta di strumenti di misurazione del tempo.
Ma il legame tra Heuer e il mondo dei motori è profondo e risale agli albori delle corse automobilistiche.
Nel 1911, Heuer brevettò il “Time of Trip”, il primo cronografo da cruscotto per automobili e aeroplani, segnando l’inizio di una lunga tradizione di strumenti dedicati agli sport motoristici.

Negli anni ’30, Heuer introdusse l’Autavia, un cronografo da cruscotto progettato specificamente per l’uso in automobili e aerei. Il nome “Autavia” deriva dalla combinazione di “AUTomobile” e “AVIAzione”. Questo strumento divenne rapidamente popolare tra i piloti per la sua precisione e affidabilità.
Nel 1962, sotto la guida di Jack Heuer, pronipote del fondatore, l’Autavia fu reintrodotto come cronografo da polso, mantenendo il suo forte legame con il mondo delle corse. E sempre nel 1962, l’astronauta John Glenn indossò un cronografo Heuer durante la missione Mercury-Atlas 6, segnando un’importante pietra miliare per il marchio.

Nel 1985, la società Techniques d’AvantGarde (TAG), specializzata in tecnologie avanzate e produttrice dei motori F1 McLaren, acquisì Heuer, dando vita al marchio TAG Heuer.

L’acquisizione da parte di TAG nel 1985 rafforzò ulteriormente il legame con il mondo delle corse. TAG Heuer divenne sponsor e fornitore ufficiale di cronometri per diverse scuderie di Formula 1, tra cui Williams e McLaren (e, nell’epoca moderna, Red Bull Racing dal 2016).

Questa lunga storia nel mondo del motorsport ha spesso portato TAG Heuer alla creazione di orologi iconici ispirati al mondo delle corse, come la collezione Formula 1, introdotta alla fine degli anni ’80 e proprio recentemente profondamente rinnovata con nuovi modelli automatici.

Nel 2024, TAG Heuer ha ampliato anche la sua celebre linea Carrera con l’introduzione di nuovi modelli denominati “Glassbox”.

Questi orologi presentano una cassa in acciaio inossidabile da 39 e 42 millimetri, pulsanti cronografici a pompa ma con una forma più moderna, e un cuore pulsante di manifattura, ovvero il calibro TH20-00, un movimento automatico visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro.

La denominazione “Glassbox” deriva invece dal design del vetro zaffiro bombato che copre il quadrante, seguendo perfettamente la curva della lunetta interna. Questa conformazione, se da un lato migliora la leggibilità lasciano ampio spazio al quadrante, dall’altro conferisce anche un aspetto distintivo e vintage all’orologio, mantenendo un legame con i modelli storici degli anni ’60.

Tra le tante (anzi, tantissime) configurazioni dei Carrera Glassbox, ce n’è una in particolare che mi ha fatto battere il cuore: la referenza CBS2240.FC8319, ovvero il panda oro da 39 millimetri con cinturino racing in pelle nera.
Un orologio che nonostante il materiale prezioso, ha il sapore di pista e motori, di odore di benzina sulle mani, di fascino anni ’60.

Ma TAG ha anche introdotto recentemente una colorazione viola da 39 millimetri – seguendo un trend sempre più apprezzato – ma anche un tourbillon di manifattura da 42 millimetri di diametro, sempre in colore viola, a dimostrazione del savoir-fare dell’azienda (il prezzo è 34.400€).

Ma c’è dell’altro. Perché la novità probabilmente più interessante la troviamo nell’ultima collaborazione con Porsche, ovvero una nuova complicazione inedita nel mondo dell’orologeria.
La referenza CBS2015.EB0381 Chronosprint X Porsche Rallye da 42mm infatti non è un semplice cronografo, è un omaggio allo storico Rally di Monte Carlo del 1965 e alla leggendaria Porsche 911.
La sua lancetta centrale cronografica infatti, proprio come il tachimetro della 911 – che segnò da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi – simula la curva di accelerazione del motore Porsche, accelerando all’avvio del cronografo prima di rallentare progressivamente.

Insomma TAG Heuer torna, e lo fa in grande stile. Ci vediamo in pista!

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