Curiosità e Aneddoti degli Orologi Audemars Piguet

Il sottilissimo calendario perpetuo
Le grandi case di orologeria nel tempo hanno spesso gareggiato in due particolari competizioni: realizzare l’orologio meccanico più sottile possibile e creare quello con più complicazioni. Anno dopo anno, uscita dopo uscita sono riuscite a superarsi realizzando veri e propri capolavori. Ovviamente Audemars Piguet non poteva mancare all’appello, dimostrando le capacità dei suoi mastri artigiani. Ecco allora che nel 2019 hanno presentato il Royal Oak Perpetual Calendar Ultra-Thin. Una grande complicazione racchiusa in soli 6,3 cm di spessore che lo ha fatto diventare l’orologio con il calendario perpetuo più sottile al mondo e vincere anche l’Ago d’oro al GPHG, il Gran premio dell’orologeria di Ginevra, ovvero l’Oscar degli orologi. Un record però durato solo due anni e battuto da Bulgari con il suo Octo finissimo spesso solo 5.80 mm.




Royal Oak, la scelta del nome
Il Royal Oak è stato il primo Audemars Piguet ad avere un nome e non semplicemente una referenza. La scelta per il primo orologio sportivo di lusso doveva essere altrettanto particolare ed evocativa. Ecco allora che venne scelto come nome Royal Oak, ovvero quercia reale. Un particolare albero sul quale re Carlo II d’Inghilterra riuscì a nascondersi e salvarsi dopo la sconfitta nella battaglia di Worcester nel 1851. Una quercia diventata simbolo della monarchia inglese e che ha dato il nome anche ai primi vascelli corazzati in acciaio della marina reale britannica.
Un nome perfetto per un orologio di lusso, completamente in acciaio, e subacqueo come un orologio sportivo deve essere.
Il primo tourbillon al polso
Nel 1986 Audemars Piguet ha realizzato la Referenza 25643, il primo orologio da polso della storia, automatico, ultrapiatto e con tourbillon. Non un esemplare singolo o su commissione, ma prodotto in serie. Un vero e proprio gioiello di tecnologia che grazie all’innovativo calibro 2870 ha uno spessore di soli 5,3 mm.
Il tourbillon in titanio è tuttora il più piccolo mai creato, ed è stato un modo per rendere visibile il fascino degli orologi meccanici in un periodo storico in cui l’attenzione e le vendite erano tutte indirizzate verso il quarzo.




L’Uomo Ragno e Black Panther
Dal 2021 Audemars Piguet collabora anche con la Marvel e ha presentato una serie di orologi in produzione limitata davvero particolari del Royal Oak Concept. Sul quadrante, infatti, oltre a uno spettacolare tourbillon trova spazio uno Spiderman, o un Black Panther, scolpito e dipinto a mano. Il lato giocoso e artistico della AP in un panorama dell’alta orologeria che appare a volte un po’ troppo tradizionalista e ingessato.


Il quarzo
Audemars Piguet nella sua storia non ha realizzato solo orologi meccanici. In pieno boom del quarzo ha realizzato e mantenuto in listino diversi modelli con questa tecnologia. Anche il Royal Oak ha visto alcune referenze realizzate con il movimento al quarzo. Una tecnologia tuttora utilizzata soprattutto nei modelli da donna più piccoli di 35 mm.


Famolo strano: le Ore Saltanti e le Ore Erranti
Quando si parla di complicazioni, Audemars Piguet non si fa mancare proprio nulla, e anche la rappresentazione dell’ora non fa eccezione.
Nel 1924, infatti, presenta il primo orologio da polso con le ore saltanti, complicazione fino ad allora esclusiva degli orologi da tasca.
Un orologio con ore saltanti (jumping-hours in inglese) si riconosce a prima vista perchè la lancetta delle ore è sostituita da una finestrella sul quadrante che mostra l’ora grazie a un numero. Ogni ora il disco numerato sotto il quadrante scatta di una posizione, o per dirla come la complicazione… “salta”.
Ancora più sorprendente lo Star Wheel Wandering Hours presentata nel 1991. Gli orologiai della AP infatti hanno riportato in vita una complicazione del XVII secolo, inventata dai fratelli Campani per Papa Alessandro VII, le ore erranti.
Tre dischi con indicate le ore ruotano continuamente intorno al quadrante. L’orario viene così indicato dalla cifra più in alto mentre passa lungo la minuteria disposta ad arco. Un carosello meccanico che si trasforma in un vero e proprio spettacolo per gli occhi. Non stupisce allora che altre case, come Urwerk, Harry Winston o Arnold & Son abbiano scelto di presentare anche loro segnatempo con le ore erranti.


