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Daytona Paul Newman, il Rolex dei record

La storia di un mito da 15 milioni di Euro
Febbraio 12, 2025 – Marco De Luca

Quando si parla di Daytona non si può non aprire un capitolo dedicato al suo modello più iconografico e quotato, il “Paul Newman”.

La storia del cronografo di casa Rolex infatti cambia repentinamente grazie proprio all’attore americano.

Nei primi anni di produzione il Daytona non era riuscito a sfondare nell’immaginario del grande pubblico. Negli anni 60 d’altronde l’estetica degli orologi da polso era molto lontana dalla proposta della casa svizzera. Troppo grosso, appariscente e fin troppo complicato con i suoi contatori.

A cambiare le sorti del Daytona però sono stati proprio la popolarità e il carisma di Paul Newman.

Appassionato di orologi e di auto da corsa la stella del cinema viene spesso immortalato dai paparazzi proprio con un Rolex Cosmograph al polso.

Ma la vera svolta arriva nel 1969.

In quell’anno iniziano le riprese del film Winning (Indianapolis pista infernale) con protagonista proprio Newman.

L’attore interpreta Frank Capua un pilota di auto da corsa alle prese con la 500 Miglia di Indianapolis.

La moglie, Johanne Woodward anche lei nel cast del film, vede accendersi la scintilla della passione automobilistica nel marito e visto anche il grave incidente in moto di tre anni prima si preoccupa.

Una preoccupazione che cambierà la storia dei Daytona.

Tra una ripresa e l’altra si reca da Tiffany a New York e compra un nuovo orologio per Paul.

La scelta cade su un altro Rolex Daytona, che d’altronde era il modello dedicato proprio alle corse automobilistiche.

Non un Daytona normale come quello che già possedeva il marito, ma una versione particolare del Cosmograph, referenza 6239, abbinato a un quadrante bicolore denominato “Esotico” dalla casa svizzera.

Sul fondello fa incidere una frase ormai celebre “Drive carefully, me” (Guida prudentemente, io) e il mito ha inizio.

Paul Newman si innamora del nuovo orologio che combinato con un vistoso cinturino Bund in pelle sarà il suo fedele compagno per quasi un ventennio.

Newman d’altronde non era solo un grande attore ma anche un pilota semi professionista capace di arrivare secondo alla 24 ore di LeMans del 1979. Naturalmente sempre con il suo Daytona al polso.

Ecco allora che pian piano tra gli appassionati di Rolex il modello indossato dall’attore viene denominato semplicemente il “Paul Newman”.

Da lì a diventare oggetto di collezionismo prima e di culto poi, il passo è breve e invitabile.

Il quadrante Esotico infatti è stato disponibile solo per poco tempo verso la fine degli anni 60, ben pochi clienti lo hanno scelto e lo stesso Daytona dell’epoca era un orologio abbastanza raro. Se si aggiunge un testimonial prestigioso come il divo dagli occhi blu ecco che il suo valore di mercato ha iniziato a crescere.

Intanto nel 1984 la coppia di attori festeggia i 25 anni di matrimonio e al polso di Paul appare un nuovo Daytona, referenza 6263, altro regalo della moglie. Questa volta con quadrante classico in nero e bracciale Oyster. Sul fondello una nuova incisione “Drive Slowly, Joanne” (Guida piano, Joanne).

Ironia della sorte Paul Newman da quel momento in poi avrà al polso un Daytona “Non Paul Newman”.

E il suo illustre predecessore? Per molti anni sparisce dai radar e non se ne sa più nulla fino al 2017, anno della sua definitiva incoronazione a icona degli orologi da polso.

Anche in questo caso la storia è davvero particolare ed è diventata nota solo dopo molti anni.

Nel 1983 la figlia di Newman, Nell, inizia a frequentarsi con un compagno di studi, James Cox.

Iscritta a scuola come Nell Potts per non essere riconosciuta come la figlia dell’attore, rivela la sua identità al giovane solo dopo essere sicura di non interessarlo solo per convenienza, rimanendo insieme per quasi un decennio.Nell’estate del 1984 mentre sono nella casa dei Newman a Westport nel Connecticut James si mette al lavoro per sistemare la casa sull’albero della tenuta.

Un giorno gli si avvicina l’attore chiedendo al giovane che ore fossero per sistemare il suo Rolex.

“Non lo so – rispose Cox – non ho un orologio”. Spiazzato dalla risposta e senza neppure pensarci troppo Paul gli regala il suo dicendo: “Ecco un orologio. Se lo carichi, indica abbastanza bene l’ora”.

“A quel tempo, sapevo che Rolex era un marchio straordinario, – ha spiegato Cox anni dopo – ma non avevo idea di quanto fosse importante quell’orologio.”

Rimarrà con lui per 33 anni e nel 2017, nove anni dopo la morte dell’attore, Cox decide di metterlo all’asta.

A svelare la storia e il passaggio di proprietà è una lettera di accompagnamento di Nell Newman proprio per la vendita dell’orologio appartenuto al padre.

I quegli anni d’altronde le quotazioni dei primi Daytona erano in vertiginoso aumento, ed in particolare per i modelli “Paul Newman”.

Nel 2013, durante una speciale asta a tema Rolex tenutasi a Ginevra, un Daytona del 1969 referenza 6263 in acciaio era stato battuto per un importo di 989.000 Franchi Svizzeri (circa 800.000Euro).

Tre anni dopo è la volta di un raro Cosmograph Daytona “Paul Newman Oyster Sotto” referenza 6263 del 1969 che passa di mano, o meglio di polso, per1.985.000 Franchi Svizzeri (circa 1.800.000 Euro).

Ma è proprio l’asta del celebre cronografo appartenuto all’attore a battere ogni record.

Èil 26 ottobre 2017 quando a New York dopo 12 minuti di offerte l’orologio viene battuto per l’incredibile cifra di 17,7 milioni di dollari (oltre 15 milioni di Euro).

L’acquirente, collegato via telefono è rimasto anonimo. Quello che si sa invece è che gran parte della somma ricevuta da Cox è stata donata alla Nell Newman Foundatione alla Newman’s Own Foundation.

Il “Paul Newman” è stato dunque l’orologio più costoso mai venduto all’asta, record durato fino al 2019 quando un Patek Philippe Grandmaster Chimeè arrivato a oltre 28 milioni di Euro… ma questa è un’altra storia.

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