La luminosità che uccide e la Radium girls

La luminosità negli orologi è una delle caratteristiche più apprezzate dagli appassionati, ma la sua storia è segnata da momenti inquietanti e rischiosi. Fin dai primi orologi luminosi, la ricerca di visibilità nelle ore notturne ha portato l’industria orologiera a fare delle scelte tecnologiche che, inizialmente, si sono rivelate pericolose. La transizione dalle sostanze radioattive, come il Radio e il Trizio, alle moderne soluzioni fosforescenti è un percorso che ha richiesto decenni di miglioramenti e scoperte.
L’era del Radio: Luminanza con un Prezzo Alto
Negli anni ’20 e ’30, l’uso del radio per la realizzazione di quadranti luminosi era comune. Il Radio, un materiale radioattivo, veniva applicato sui numeri e sugli indici degli orologi per renderli visibili al buio. Le pittrici di quadranti, che erano responsabili dell’applicazione di questo materiale luminoso, usavano pennelli sottili e venivano a contatto con la polvere di Radio, esponendosi a una grave dose di radiazioni. Il rischio per la salute era enorme, ma per anni, nessuno sospettava quanto dannoso fosse il contatto diretto con il Radio.
Le pittrici, purtroppo, si resero conto troppo tardi dei pericoli del Radio, e molte di loro pagarono con la vita per questa esposizione alle radiazioni. L’elevato rischio di malattie causate dalle radiazioni, come il cancro e danni agli organi vitali, fece emergere il lato oscuro di questa innovazione. La “Radium Girls”, come furono chiamate le donne che dipingevano i quadranti, furono vittime di una tragedia che avrebbe cambiato per sempre la visione sulla sicurezza nell’orologeria.
Il Passaggio al Trizio: Un Nuovo Rischio
Dopo il tragico fallimento dell’uso del Radio, l’industria orologiera cercò alternative per mantenere la luminosità nelle ore notturne. Negli anni ’40, fu introdotto il Trizio come sostituto. Anche se meno pericoloso del Radio, il Trizio era ancora un materiale radioattivo, ma con un’emissione di radiazioni molto inferiore. Questo permetteva di avere quadranti luminosi, senza l’immediato pericolo che aveva comportato l’uso del Radio.
Anche se il Trizio non era così letale, nonostante la sua radiazione limitata, la preoccupazione per gli effetti a lungo termine sulla salute dei lavoratori e dei consumatori era ancora presente. Per molti anni, il Trizio è stato utilizzato in orologeria fino a quando non è stato sostituito da soluzioni molto più sicure.
La Fosforescenza Moderna: La Sicurezza a Priorità
Con il tempo, l’industria orologiera ha sviluppato soluzioni sicure e non radioattive per garantire la luminosità dei quadranti. La scoperta e l’introduzione di materiali fosforescenti come il Super-LumiNova hanno segnato una svolta fondamentale per l’orologeria. Questi nuovi materiali, che non emettono radiazioni, utilizzano invece una combinazione di pigmenti che, quando esposti alla luce, assorbono energia e la rilasciano lentamente sotto forma di luce verde o blu. Grazie a questa tecnologia, gli orologi possono essere visibili al buio in modo sicuro, senza mettere a rischio la salute.
Oggi, la fosforescenza è diventata un elemento essenziale per molti orologi, e grazie a materiali come il Super-LumiNova, i quadranti sono più luminosi e visibili che mai, senza alcun rischio per chi li indossa o per chi li fabbrica.
Un Viaggio da Pericolo a Sicurezza
La storia della luminosità negli orologi ci racconta non solo delle innovazioni tecniche, ma anche dei sacrifici fatti da chi, purtroppo, non è stato consapevole dei pericoli dietro l’uso di materiali radioattivi. Da quelle tragiche vicende che hanno coinvolto le “Radium Girls”, l’orologeria ha fatto grandi passi verso soluzioni più sicure e durature, garantendo al contempo funzionalità e design. Oggi, grazie alla fosforescenza e a materiali sicuri, la luminosità negli orologi è una caratteristica apprezzata, senza la paura che un tempo accompagnava ogni sguardo al quadrante al buio.
