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Le ore saltanti

La visualizzazione digitale dell’ora inventata dalla IWC
Febbraio 24, 2025 – Marco De Luca

L’innovazione nell’orologeria ha spesso avuto un impatto significativo sulle tecniche di lettura del tempo, e una delle invenzioni più affascinanti è sicuramente quella delle ore saltanti. Un’idea che sembra provenire da un futuro digitale, ma che in realtà ha radici nel XIX secolo. E a dare vita a questa rivoluzione fu un giovane ingegnere austriaco, Joseph Pallweber, il cui nome è ormai legato a una delle complicazioni più intriganti dell’orologeria.

La Nascita delle Ore Saltanti

Nel 1883, Joseph Pallweber, a soli 25 anni, depositò il brevetto per un orologio da taschino che introduceva un concetto completamente nuovo nella lettura dell’ora: il sistema delle ore saltanti. A differenza dei tradizionali orologi a lancetta, in cui l’ora viene letta grazie ad una lancetta che ruota sul quadrante, l’orologio con ore saltanti presenta una finestra numerica che “salta” da un’ora all’altra. Questo sistema, che oggi può sembrare familiare grazie alla diffusione degli orologi digitali e degli smartwatch, era un’innovazione pionieristica per l’epoca.

Pallweber non si limitò a concepire l’invenzione, ma cercò anche un partner industriale che potesse realizzarla. Fu la IWC (International Watch Company) di Schaffhausen a credere nel progetto, diventando il primo produttore a mettere in commercio orologi con questa complicazione. Anche la Cortebert, realizzò gli orologi di Pallweber con la licenza di vendita solo per Francia e Belgio.

L’Orologio da Taschino e la Sua Estetica

Il primo orologio con ore saltanti prodotto dalla IWC era un orologio da taschino, un segnatempo dal design elegante e minimalista. Il quadrante era caratterizzato dalla presenza di due dischi per i minuti saltanti, un po’ come le attuali visualizzazioni della “Big Date”, e una singola finestra per l’ora saltante, che cambiava ogni volta che l’ora cambiava. A ore 6, vi era il quadrante dei piccoli secondi, come in un orologio tradizionale.

Questo orologio non solo era un capolavoro tecnico, ma anche un oggetto di grande bellezza estetica. I quadranti venivano realizzati con molta attenzione al dettaglio, e alcuni erano addirittura dipinti o lavorati, creando esemplari davvero unici. In totale, tra il 1885 e il 1888, la IWC produsse circa 15.000 esemplari di questo orologio da taschino, che inizialmente ebbe un buon successo, ma che ben presto perse l’interesse del pubblico. La produzione cessò, ma oggi gli orologi rimasti sono oggetti da collezione molto ricercati.

Il Ritorno del Pallweber

Nel 2018, per celebrare i suoi 150 anni di storia, la IWC ha deciso di omaggiare il Pallweber con una nuova versione dell’orologio, ma questa volta in orologio da polso. Il modello, chiamato Tribute to Pallweber, ha ripreso l’estetica e la filosofia del design originale, con un quadrante laccato bianco, fedele ai primi modelli, e una cassa da 45 mm, spessa solo 11,9 mm. Disponibile in due versioni, in oro rosso (con 250 esemplari) e in acciaio (con 500 esemplari), questa edizione limitata ha suscitato grande interesse tra gli appassionati di orologi.

Anche il movimento, sviluppato dalla IWC, è un vero capolavoro tecnico. Il movimento a carica manuale è dotato di due treni di ruote, uno per far avanzare i dischi e l’altro per i minuti, e grazie alla presenza di due bariletti, garantisce una riserva di carica di 60 ore, una durata notevole, considerando l’energia necessaria per far funzionare i dischi.

La Complicazione delle Ore Saltanti nel Tempo

Con il brevetto per le ore saltanti ormai scaduto, molte altre case orologiere hanno adottato questa complicazione, creando modelli che richiamano il sistema innovativo di Pallweber. Tra i più celebri, spicca l’orologio della tedesca Lange & Söhne Zeitwerk, che ha raggiunto una fama mondiale grazie alla sua estetica e al suo meccanismo preciso.

Anche Franck Muller ha realizzato una serie di orologi con ore e minuti saltanti, chiamati Vagabondage, in cui l’innovazione delle ore saltanti è combinata con quella dei minuti saltanti, e nel Vagabondage 2 ha addirittura aggiunto i secondi saltanti. Altri marchi come Vacheron Constantin, Chanel e Van Cleef & Arpels hanno creato orologi con complicazioni simili, dimostrando che l’idea di Pallweber è ancora oggi apprezzata dai designer e dai collezionisti.

L’invenzione delle ore saltanti di Joseph Pallweber, sebbene risalente al XIX secolo, è una testimonianza di come l’innovazione tecnologica possa anticipare i tempi. L’adozione di questa complicazione da parte di marchi prestigiosi come la IWC, e la sua continua evoluzione in orologi moderni, dimostra che la visione del giovane ingegnere austriaco non solo ha lasciato un segno indelebile nell’orologeria, ma ha anche aperto la strada a nuove modalità di visualizzare il tempo. Oggi, gli orologi con ore saltanti sono apprezzati sia per la loro unicità tecnica che per la loro estetica raffinata, confermando il loro posto nel cuore dei veri appassionati di orologi.

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