Skip to main content

L’eroe che salvò la zenith

Charles Vermot e il cronografo El Primero
Gennaio 17, 2025 – Matteo Serpellini

Nel mondo dell’orologeria, alcune storie sono davvero straordinarie. Una di queste riguarda la leggendaria azienda svizzera Zenith e il suo movimento cronografico El Primero. La Zenith è oggi conosciuta come uno dei marchi più prestigiosi dell’industria orologiera, facente parte del gruppo di lusso LVMH, ma non è sempre stata così. Negli anni ’70, infatti, l’azienda stava affrontando una delle crisi più devastanti della sua storia, una crisi che avrebbe potuto segnare la sua fine, se non fosse stato per un uomo: Charles Vermot.

La Creazione di El Primero

La Zenith è famosa per aver lanciato nel 1969 uno dei primi movimenti cronografici automatici al mondo, il leggendario El Primero. Questo movimento ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’orologeria, in quanto ha introdotto un cronografo automatico in grado di misurare il frazionamento di un secondo, una novità assoluta. Prima di El Primero, infatti, gli orologi automatici non erano in grado di integrare un cronografo. Il movimento Zenith batteva a una frequenza impressionante di 36.000 alternanze all’ora, garantendo una precisione senza pari, ed era dotato di un calendario.

Nel 1969, oltre a Zenith, altri marchi come Seiko e un consorzio di aziende che includeva Breitling, Hamilton e Heuer presentarono anch’essi i loro modelli di cronografi automatici, ma El Primero si distinse per la sua costruzione integrata e la sua superiorità tecnica. Era un movimento che racchiudeva 282 componenti e 31 rubini, ed era talmente sottile da poter essere ospitato in una cassa di soli 38 mm di diametro, un’impresa non da poco per quell’epoca.

La Crisi del Quarzo e la Fine della Zenith

Nel 1969, mentre Zenith celebrava il successo di El Primero, il mondo dell’orologeria stava per essere sconvolto dalla nascita degli orologi al quarzo. Il primo orologio al quarzo, il Seiko Astron, venne lanciato proprio nello stesso anno e segnò l’inizio di una rivoluzione che minacciò l’esistenza stessa degli orologi meccanici. In particolare, la Svizzera, leader dell’orologeria tradizionale, si trovò in grave difficoltà di fronte a questa nuova tecnologia giapponese, che offriva orologi più precisi e meno costosi da produrre.

Nel tentativo di difendersi dalla minaccia del quarzo, le principali case orologiere svizzere si unirono per sviluppare il movimento al quarzo svizzero, il Beta 21, ma la Zenith, già in difficoltà finanziarie, fu costretta a vendere nel 1971 la propria azienda agli statunitensi della Zenith Radio Corporation. Questo portò a un cambiamento radicale nella produzione dell’azienda: la Zenith iniziò a concentrarsi esclusivamente su orologi al quarzo, trascurando i suoi orologi meccanici, tra cui il famoso El Primero.

L’Intervento di Charles Vermot

Qui entra in gioco il vero eroe della storia: Charles Vermot, il responsabile del laboratorio 4 di Zenith, che aveva lavorato alla creazione del movimento El Primero. Di fronte alla decisione degli americani di vendere tutti i macchinari e interrompere la produzione di orologi meccanici, Vermot non accettò passivamente. Anzi, prese una decisione coraggiosa: durante le notti, di nascosto, iniziò a smontare e trasferire i macchinari necessari alla produzione di El Primero, nascondendoli in una soffitta di uno degli edifici di Zenith.

Grazie all’aiuto del fratello Maurice, Vermot riuscì a spostare circa 150 presse e numerosi strumenti di precisione. Con il suo lavoro meticoloso, riuscì a salvare la conoscenza, i progetti e le attrezzature essenziali per il ritorno di El Primero, un gesto che, negli anni successivi, si sarebbe rivelato decisivo per la rinascita della Zenith.

Il Ritorno di Zenith e la Collaborazione con Rolex

Nel 1978, la Zenith fu venduta a un consorzio svizzero guidato da Paul Castella, un imprenditore che credeva nel futuro degli orologi meccanici. Con il ritorno sotto controllo svizzero, la Zenith decise di riprendere la produzione di El Primero. L’azienda riuscì a riportare in vita il movimento nascosto nella soffitta grazie agli sforzi di Vermot e alla perseveranza del nuovo management.

Una delle collaborazioni più importanti che ne derivò fu quella con Rolex. La Zenith firmò un contratto con il marchio di Ginevra per fornirgli il movimento El Primero, che venne poi utilizzato nel famoso cronografo Daytona, che divenne ancora più iconico grazie a questa partnership. Rolex, pur modificando il movimento per adattarlo alle proprie esigenze (ad esempio, eliminando il datario e riducendo la frequenza), riconobbe il valore intrinseco di El Primero.

La Leggenda di Charles Vermot

Charles Vermot, pur avendo compiuto un gesto che salvò la Zenith, non fu mai veramente ricompensato per il suo sacrificio. Quando nel 1991 venne intervistato dalla televisione svizzera, fu chiesto a Vermot come l’azienda lo avesse ricompensato per aver salvato Zenith dalla bancarotta. La sua risposta, un po’ ironica, fu che l’unica ricompensa che ricevette fu una cena gratis per lui e sua moglie. Tuttavia, ciò che lo rendeva davvero felice era il fatto che El Primero fosse tornato a vivere e che Zenith fosse tornata a essere una delle principali case orologiere del mondo.

Oggi, El Primero è ancora uno dei movimenti più iconici della Zenith, con le sue versioni moderne che continuano a equipaggiare i cronografi della casa, come i Chronomaster. La storia di Charles Vermot e del movimento El Primero è un esempio straordinario di determinazione e passione per l’arte orologiera, che ha permesso a un marchio leggendario di risorgere dalle ceneri della crisi.

In conclusione, la storia della Zenith e di El Primero è un racconto di passione, innovazione e coraggio, che ci ricorda come l’amore per l’artigianato e la tecnica possano salvare persino le aziende più in difficoltà.

Share this post
Share to...